Window seat

Stanotte penzolavo dalla finestra, una finestra alta. Ero seminuda, perchè faceva molto caldo e volevo prendere aria, così mi sono aggiustata sul davanzale esterno, su una trentina di cm, che mi tenevano a metà, l’altra gamba penzolava lungo la parete interna. Sarei rimasta così a lungo, se mia madre mi lasciava in pace, ma era in agitazione, temeva che potessi cadere di sotto e continuava a tirarmi per il braccio libero, con l’altro mi tenevo al davanzale. Dopo un po’ di tira e molla, per evitare il peggio, ho deciso di rientrare, a malincuore, perchè lassù al fresco si stava proprio bene.
Le finestre mi piacciono, magari con le vetrate in stile inglese, senza tende, belle quelle che si affacciano sui tetti o guardano dai piani alti.
M’ispira questo filtro trasparente messo tra spazio interno e spazio esterno, che cambia colore durante il giorno, si appanna e gocciola d’inverno, che consegna alla luce e allo sguardo la comunicazione. Per questo preferisco le finestre con un ampio davanzale interno, non per appoggiarci le piante di appartamento, o per lasciarvi a dormire la gatta, ma per starci seduta a leggere, a bere, a fare niente.

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