Ma cosa c’è cosa c’è


Mi piace guidare al tramonto, di domenica, trovarmi per strada mentre diventa sera, mi sento al sicuro nell’auto. Scivolare nel buio mi dà tranquillità. In giro ci sono poche macchine e s’intravedono solo sagome che sfrecciano a sinistra oltre i vetri.
Posso ascoltare la musica, di giorno invece, preferisco le parole della radio. Mi sono portata dietro una compilation di Mina, così potevo anche cantare e perdermi in quelle storie senza capo né coda che nascono da un pensiero del cavolo. Stasera il girovagare è iniziato da “Si può finire qui…”, prima, appena si sente il vibrafono e poi subito le spazzole sulla batteria, bell’arrangiamento…un’atmosfera, con il buio che incombeva, ho pensato a quei posti fuorimano, buoni per gli appuntamenti, atrii a piastrelle di stazioni secondarie…per battute argute di architetti postmodernima cosa c’è, cosa c’è, …quella voglia di cadere nelle trame dei romanzi in un’altra impossibile età, “ci ha rovinato Madame Bovary” quante volte l’ho pensato.

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