A ogni attimo d’esitazione


Ho preparato la frolla e la crema al limone. La prima sta riposando in frigo, la seconda a raffreddare nell’abbattitore rapido (la veranda).
Sul tavolo sono sparsi alcuni fogli, un album quadrettato, lente d’ingrandimento, penne, pennarelli, un blocco di post-it, un piatto con le briciole del plumcake e una tazza da tè vuota.
C’è tanto silenzio, a parte la musica che non fa rumore, e non sta nevicando. Sono spariti tutti, sono andati a cercare calore negli ipermercati.
Oggi, a pranzo, mia madre -dopo i venti minuti e passa di telegiornale sulla neve – ha cercato di ricordare come si vestiva, da ragazza, quando in giornate di freddo e neve andava egualmente in campagna. A sentire lei non aveva maglioni pesanti, nè stivaletti, suo padre spalava la neve e improvvisava viottoli, per poter camminare.
Ma che guanti? solo un fazzolettone di lana calato sulla fronte perchè il freddo tagliava la faccia.
La neve era una maledizione, mi ha giurato che anche da ragazzina non ha mai giocato a palle di neve o a pupazzi, però la mangiava con il vincotto di fichi.
A me pare di vivere in un mondo diverso da quello che leggo, da quello che passano in tv. Mi sembra che, a forza di esposizioni, arrangiamo una vita quotidiana e ci convinciamo che siamo così, come ci prepariamo a essere. Ci siamo illusi che internet doveva svelare il nostro vero io, la parte migliore, perchè si immagina nascosta sempre una parte migliore, il forziere di perle, ma non siamo scrittori, non siamo così bravi a trasformare i sogni in vita.

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3 commenti su “A ogni attimo d’esitazione

  1. Non lo so se è colpa di internet o piuttosto solo nostra, se di colpa si tratta. Perché forse è solo cambiamento, niente altro. Su queste cose non so mai darmi risposte e rinuncio spesso anche alle domande, purtroppo (?).

  2. Sono io che sono distratto, vero? Eh sì, perchè mentre leggevo il post (trovandomi in assoluto disaccordo sul fatto che internet doveva svelare la parte migliore di noi), pensando a quel “Lolli” messo lì sotto, mi dicevo: adesso le metto Io ti racconto.
    Invece ci avevi già pensato tu 😉
    (perchè uno che scrive mica deve farti sognare, quell’attività ciascuno la fa già in proprio), deve raccontarti il suo punto di vista sul mondo).

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