Io pensavo al cielo


Quanti anni? anche di più che non vedevo una distesa così bianca, così alta, solitaria e silenziosa. Neppure le bestie si sono permesse di lasciare le orme, un’arvicola, dopo aver scavato, deve aver messo il muso fuori e poi è tornata sotto terra. Calogero non si è visto, eppure stava sempre lì a guardarsi intorno con il binocolo, il pastore che aveva girato il mondo, sino a quando non aveva potuto più contenere la sua “stranezza”, allora aveva deciso di tornare su queste montagne, dove non c’è pericolo che la follia si scontri con la vita degli altri. Guarda l’umanità con il binocolo, da lontano, magari tenendolo pure al contrario.
Un’abbacinazione tutto quel bianco, e quanto distoglievo lo sguardo, i colori si mescolavano e si sottraevano ricolorando tutto di verde-giallo. Una purezza, per arrivare in casa ho fatto un giro largo, per non lasciare impronte, ma poi non ho resisito, mi sono lasciata andare all’indietro, sprofondando intera nel bianco, freddo, senza nessun montone rovesciato addosso. [In un attimo mi copristi, cadendomi sopra, ti piace fare l’amore d’istinto e io ti ho lasciato fare, tra un sospiro e una sconcezza, guardavo in alto, io pensavo al cielo.]


I’m looking for a girl who has no face…

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