Dimmi, ho ancora tanto da imparare

Le gemme fremono, ma non ci sono fiori sugli alberi, le mimose sono già sfiorite, lungo i bordi delle strade sopravvivono le calendule, piccole e arancioni. Stiamo a marzo, un mese simpatico, marzolina mi chiamava la nonna, quella materna, con soddisfazione perchè lei era nata in questo mese. Acqua di mare, diceva l’altra, la madre di mio padre, non perchè mi movessi tanto, ma perchè non stavo mai ferma con i pensieri. Ero una incostante e irrequieta, questo pensavano di me e siccome ci si adatta sono diventata come dicevano loro, e senza sforzo. Ecco! Tu potresti pensare che sono inaffidabile, no! con abile ragionamento tutt’e due spiegavano che quelle caratteristiche mi rendevano più credibile, perchè il movimento, il cambiamento è nella natura dell’uomo, anzi della donna, insomma non faccio finta.
Una volta sono scesa all’inferno, per andarmi a riprendere qualcuno, non c’era nessun dio. Se non sai leggere la musica è meglio, impari a ascoltare.

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