Casa

[niente preoccupazioni e niente sorprese, per favore]

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Frammento 353 (12 – 1)

Stavo pensando che un tempo, un orizzonte nascosto da una collina, da un bosco… da quello che ti pare, stimolava fantasie, ti spingeva a inventare storie o all’avventurosa scoperta di quel mistero, in questo caso, solo se eri audace.
Ora, invece, vai su google maps, (e per fortuna), spesso là dietro non c’è niente ed è meglio tenersi la fantasia.

Il transfert

Raccomandava di tenere un diario, un quadernino, dove scrivere i pensieri, anche i sogni, ma non gli dava chissà quale importanza, ai sogni. Doveva annotare tutto quello che le passava per la testa, quando le accadeva di precipitare doveva costruire una fune con le parole e lentamente risalire, se intanto era scivolata, oppure una scaletta se riusciva a restare sul bordo e magari trovava il coraggio di esplorare il precipizio.
Non parlava proprio così, lui, anzi si limitava a dare brevi disposizioni, per il resto taceva, forse ascoltava, lei non ne aveva la certezza, una volta l’aveva sentito russare, leggermente, poi si era svegliato con un sussulto, aveva tossito e si era acceso il sigaro.
Lei non poteva fumare, aveva smesso da tempo e poi, come avrebbe potuto posare la cenere, dove avrebbe potuto spegnere il mozzicone?
– Scusi mi passa un posacenere?

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Après

Hai parlato per tutto il tempo di dopo. Abbiamo fatto tanto amore, il sesso fuori tempo,l’urgenza della natura. Per il resto, e dopo come faremo e dopo cosa penseremo e dopo quanto scriveremo, cosa ci diremo e dopo piangeremo. Mi tradirai dopo? Resterai sempre con me dopo?
Non lo so! ci penserò dopo.

Gli anni logorarono i tuoi passi

Sono stanca! Stanca e arrabbiata. Stavo per mettermi a piangere, per i mandorli in fiore, a un tratto uno struggimento -vallo a capire- per quelle macchie bianche e odorose, così abbiamo onorato la giornata della poesia.
Ultimo giorno per il baccalà, l’inverno è finito e non si cucina più il baccalà oppure è finita la scorta, non l’ho capito, allora baccalà con le linguine a pranzo e con le patate a cena. Con tanta cipolla e pomodorini. Domani fritto, la morte sua. E poi marsala e biscotti all’uovo, senza glassa, mi fanno venire il singhiozzo, però mi piacciono, perchè hanno il sapore della leggerezza, cioè non sanno di niente, ma li mangio lo stesso, mi piace.
Una volta un prete, un mio amico, mi spiegò che per essere un buon cristiano non occorreva leggere la Bibbia, bastava andare in chiesa, al catechismo, essere in regola con i sacramenti principali. E S., un compagno, mi disse che per essere un buon comunista non occorreva leggere Marx, bastava andare in sezione, alle manifestazioni, essere in regola con la linea del partito.
Ecco, non sono credente e non ho mai avuto un partito, leggo Marx, quello che resta.

Io sono sempre triste, ma mi piace di sorprendermi felice

M’immagino che certi fatti per alcuni siano deflagranti, si dice così, detonatori a tempo. Succede che uno -che conosci tanto o appena, persino estraneo- parli della sua felicità, del suo successo e booom, partono le schegge. E se già era difficile tenersi intera, con i frammenti ti rassegni a uno stato di tirannia di cattivi pensieri che t’imbeccano, spingono il coltello nella ferita, una tragedia.
L’esclusione, sarà questa la ragione, rimurginavo tra me e me, si attiva un dejà-vu dell’infanzia, una rimozione e rieccoti mani-piedi, e soprattutto testa, nella confusione e dagli a strappare veli e vesti.
Non è così! Il passato è un’invenzione, se vuoi, sta dietro l’angolo pronto a farsi avanti, abitudine che presenti come complicazione, impossibilità di prendere una decisione che tenga contenti tutti, a iniziare da te stessa, aggrappata a quell’apparente scomodità che, di volta in volta, puoi chiamare con diversi nomi.
Sei infelice, tu, dietro tanta rabbia hai fatto crescere infelicità avvelenata, amara come l’amarezza. Non ti ha escluso nessuno, ti sei messa da parte da sola, hai preso il primo progetto che ti è capitato tra le mani, ci sei rimasta aggrappata, meglio questo che niente, avrai pensato di valere poco, di non avere possibilità, – ti sto concedendo una considerazione benevola.
Comunque anche un progetto altrui può essere adattato, può arrivare a vestirti senza difetto, se ci pensi e se lo coltivi da qualche parte si arriva. Di sicuro! Non c’è da essere disfattisti sempre.
Invece ti tieni quel progetto scaduto, con la gomma cancelli i pensieri più puri che ti sei lasciata alle spalle, fai una bella tabula rasa, da riempire di temporanea soddisfazione.
Mi fai pensare a quando ero ragazzina, immaginavo che bastasse un diario nuovo per inventarsi una vita diversa. Prendevo un quaderno pulito, scrivevo la data, buoni proponimenti e mi convincevo che tanto era ragiione sufficiente perchè fosse un altro giorno, un nuovo inizio.
Mia madre buttava tanta roba nei traslochi o forse avrà stracciato quell’unico foglio scritto, per metterci le sue ricette di cucina, un miglior uso, sicuramente.
Mia cara, se proprio devi tenere presente gli altri, va bene, perchè quello che succede alla gente è bello da guardare, perchè le storie ci appassionano, siamo cresciute con gli sceneggiati, e puoi anche non pensare alla fatica che c’è dietro, ma considera la tua in/felicità, per quella si può fare sempre qualcosa.

La chair est triste

Potevo restare fuori a lavorare, al sole, ma è ancora marzo, c’è pure vento e poi mi verrebbe mal di gola.
Pensavo, so molte più cose di gente che mi sta lontano chilometri, che sulla vicina: ogni tanto scosta la tenda, per guardarmi oltre il vetro, mentre pigio tasti. Immagino che si faccia un sacco di fantasie sui miei presunti amanti virtuali, è così no? si batte sui tasti solo per chattare, per amoreggiare.
Ho risposto che no, non è così non serve solo a quello internet, alla mia shampista, lei non ha un pc in casa, ma ha comprato l’iPhone e naviga, chatta su FB. Sta mandando all’aria il matrimonio, perchè qualcuno la corteggia con insistenza. Non capisce le potenzialità del virtuale, d’altro canto, hai voglia a scrivere parole tante o giuste, il bisogno, il desiderio si nutrono di carne.
Io, per esempio, ora preferirei stare in un prato a correre, a cadere nell’erba,  sul desiderio di chi so io, ma non concedo al mio corpo questo lusso, la libertà la lascio solo alle idee.