Monolocale con vista

Splinder ha chiuso. Seguivo molti blog su quella piattaforma e anch’io avevo pensato di aprirne uno, tant’è che avevo registrato un profilo “angielatempesta” col pensiero di allargarmi con un blog. Poi decisi per wordpress, è già tanto che riesco a essere costante, per dire cosa, se ho già una stanza dove scrivere? Deve essere una cosa legata all’esposizione -credo- per alcuni, la necessità di aprire più di un blog, alla volontà di cercare nuove frequentazioni, perchè dopo un po’ i commentatori ti sono venuti a noia, reputi che in qualche modo ti tengono lontano altri visitatori, infine ti sei esposto troppo. Per una buona riuscita, ovviamente, gli uni non devono essere a conoscenza degli altri. Un’esperienza suggestiva.
Solo uno spazio su .tumblr avevo preso tempo fa, per seguire la mia passione culinaria, ma non si è mai perfezionata, una bozza che aspetta tempi migliori. Ora ho aperto un profilo su iobloggo, sempre “angielatempesta”, siccome alcuni vecchi di splinder sono passati di là. Sono entrata, mi sono registrata, non ho guardato in giro, non faccio amicizia subito. Solo qualche maschio gentile è passato a salutarmi. Per il resto, mi piacerebbe solo scrivere meglio.

Guardare le cose in un altro mo[n]do

“Niente? Non vedi niente? Non ricordi
Niente?”
Ricordo
Quelle sono le perle che furono i suoi occhi
[Thomas Stern Eliot – La terra desolata ]

Non è tutta desolazione, anzi, si costruiscono anche amori, ma si è perso il filo della storia, senza manco poter dire “ti ricordi?”.
E poi, ieri sera, ho ascoltato Fossati a Che tempo che fa (le ultime canzoni pallosette, veramente) ha detto che vuole lasciare, è determinato. Ha appena compiuto sessantanni e non sa se potrà più garantire lucidità e passione nei suoi prossimi album, rischiando così di riproporre una mera rappresentazione infinita di se stesso. Infine, si sta staccando da un mestiere, non da un amore -quello per la musica – dall’avere a che fare con il girare il mondo e dover stare sempre attento a tutto per catturare tutto perchè ha girato il mondo stando attento a che cosa le persone dicevano, agli avvenimenti, ai colori, scattando fotografie, perchè tutto avrebbe potuto servire per scrivere. Ora potrà essere finalmente più libero, finalmente potrà cominciare a vivere e guarderà le cose in un altro modo

Le parole preferiscono il sonno (trallallà to be to be to be or not to be)

Le parole
se si ridestano
rifiutano la sede
più propizia, la carta
di Fabriano, l’inchiostro
di china, la cartella
di cuoio o di velluto
che le tenga in segreto;

le parole
quando si svegliano
si adagiano sul retro
delle fatture, sui margini
dei bollettini del lotto,
sulle partecipazioni
matrimoniali o di lutto;

le parole
non chiedono di meglio
che l’imbroglio dei tasti
dell’Olivetti portatile,
che il buio dei taschini
del panciotto, che il fondo
del cestino, ridottevi
in pallottole;

le parole
non sono affatto felici
di esser buttate fuori
come zambracche e accolte
con furore di plausi
e disonore;

le parole
preferiscono il sonno
della bottiglia al ludibrio
di essere lette, vendute,
imbalsamate, ibernate;

le parole
sono di tutti e invano
si celano nei dizionari
perché c’è sempre il marrano
che dissotterra i tartufi
più puzzolenti e più rari;

le parole
dopo un’eterna attesa
rinunziano alla speranza
di essere pronunziate
una volta per tutte
e poi morire
con chi le ha possedute

[hanno la faccia malandrina]

Scritto e mangiato

(bisogna distinguere ndr) due generi di spazzatura domestica, prodotti della cucina e della scrittura, il secchio dei rifiuti e il cesto della carta straccia. E distinguere e comparare il diverso destino di ciò che cucina e scrittura non buttano via, l’opera…
Scrivere è dispossessarsi non meno che il buttar via, è allontanare da me un mucchio di fogli appallottolati e una pila di fogli scritti fino in fondo, gli uni e gli altri non più miei, deposti, espulsi.
[…e ancora non si può sapere se diventerà alimento di una lettura altrui, di un metabolismo mentale, quali trasformazioni subirà passando altri pensieri, quanta parte trasmetterà delle sue calorie, e se le rimetterà in circolo, e come. Scrivere è dispossessarsi…]