Dimmi, ho ancora tanto da imparare

Le gemme fremono, ma non ci sono fiori sugli alberi, le mimose sono già sfiorite, lungo i bordi delle strade sopravvivono le calendule, piccole e arancioni. Stiamo a marzo, un mese simpatico, marzolina mi chiamava la nonna, quella materna, con soddisfazione perchè lei era nata in questo mese. Acqua di mare, diceva l’altra, la madre di mio padre, non perchè mi movessi tanto, ma perchè non stavo mai ferma con i pensieri. Ero una incostante e irrequieta, questo pensavano di me e siccome ci si adatta sono diventata come dicevano loro, e senza sforzo. Ecco! Tu potresti pensare che sono inaffidabile, no! con abile ragionamento tutt’e due spiegavano che quelle caratteristiche mi rendevano più credibile, perchè il movimento, il cambiamento è nella natura dell’uomo, anzi della donna, insomma non faccio finta.
Una volta sono scesa all’inferno, per andarmi a riprendere qualcuno, non c’era nessun dio. Se non sai leggere la musica è meglio, impari a ascoltare.

Mattinata estiva con indumenti invernali


Con quanto bagaglio dovevo andare in giro, considerato che, partendo da sud, devo portarmi dietro anche il cibo buono?
Quassù nell’armadio c’è qualcosa, poco, ma sono dimagrita. Per fortuna avevo preso un paio di bluse leggere e un vestitino smanicato.
Qui il sole ti prende alla sprovvista, sorge più tardi, risale la collina, alle 9, mentre pensi che bel fresco, devi toglierti subito il maglione.
Il caldo ha invaso anche il sogno di stanotte, stavo cercando casa al mare, l’immobiliarista era uguale a Denis Verdini. Il mare era agitato e le onde sembravano disegnate da Katsushika Hokusai, cavalloni azzurrissimi con creste bianche, s’impennavano e poi giù col muso seguendo sincronicamente una diagonale. In mezzo c’erano i surfisti, o meglio si vedevano le vele colorate. Le donne, invece, erano impegnate a tenere ferme le acconciature, davanti a grandi specchi appoggiati sulla sabbia, si cotonavano, puntellavano con forcine.
Allora, ho pensato al risveglio, cos’è che ti (mi) agita? la simbologia è chiara, mia cara, e se neghi peggiori la situazione: ri mo zio ne, stai facendo resistenza, bella.
Insomma, sto fuori stagione, sto solo, semplicemente fuori stagione.

(per la musica grazie a untitled.io)