Mi pacciono le relazioni durature (bisogna sapersi accontentare)


Allora, cosa vuoi che ti racconti, di questa domenica torposa? Sono ancora tutti in casa, abbattutti dalle numerose portate e dall’alcol, solo qualcuno -non perchè resistente, ma barcollante- lentamente torna ai passi perduti intorno alla villa. Ho preparato una torta per una mia amica che ha celebrato le nozze d’argento, mi piacciono le relazioni lunghe e durature, finchè morte ecc ecc. Non ci credi? Bon, è così e potrei scandalizzarti con quello che penso dei matrimoni senza passione.
Sono pigra, ci vogliono energie per l’amore, e bisogna sapersi accontentare, prendi G. una mia amica, ha una fitta corrispondenza con un suo vicino, carta e penna, si scambiano le lettere nelle cassette, lei la sera quando porta il cane fuori, lui la mattina presto, quando esce per andare a correre. Perchè non porti il cane fuori la mattina presto? le ho chiesto – non potrei più scrivergli, mi ha risposto.
Ecco, io allora mi accontento del tuo sguardo. Poco? dici. Mah! e cosa mai potresti raccontarmi per [trat]tenere il mio interesse?
O vuoi che ti dico di quello che si è sposato a sua insaputa? Si frequentava con una che conosco, da un paio d’anni, e poi all’improvviso un mese fa, sparito. Insomma, è in viaggio di nozze, con un’altra, era fidanzato da almeno dieci anni. Cecità selettiva, che vuoi che ti dica.
Sì, bisogna sapersi accontentare, prendi A. gli piaceva una ragazzetta, una rossa peperoncina che aveva altri a cui pensare, mica si è scoraggiato, ne ha trovato una somigliante. Lo sai come sono le ragazzine innamorate, lui non ha manco dovuto chiederglielo, un mese fa è andata dal parrucchiere e si è data la tinta ai capelli.

Après

Hai parlato per tutto il tempo di dopo. Abbiamo fatto tanto amore, il sesso fuori tempo,l’urgenza della natura. Per il resto, e dopo come faremo e dopo cosa penseremo e dopo quanto scriveremo, cosa ci diremo e dopo piangeremo. Mi tradirai dopo? Resterai sempre con me dopo?
Non lo so! ci penserò dopo.

La chair est triste

Potevo restare fuori a lavorare, al sole, ma è ancora marzo, c’è pure vento e poi mi verrebbe mal di gola.
Pensavo, so molte più cose di gente che mi sta lontano chilometri, che sulla vicina: ogni tanto scosta la tenda, per guardarmi oltre il vetro, mentre pigio tasti. Immagino che si faccia un sacco di fantasie sui miei presunti amanti virtuali, è così no? si batte sui tasti solo per chattare, per amoreggiare.
Ho risposto che no, non è così non serve solo a quello internet, alla mia shampista, lei non ha un pc in casa, ma ha comprato l’iPhone e naviga, chatta su FB. Sta mandando all’aria il matrimonio, perchè qualcuno la corteggia con insistenza. Non capisce le potenzialità del virtuale, d’altro canto, hai voglia a scrivere parole tante o giuste, il bisogno, il desiderio si nutrono di carne.
Io, per esempio, ora preferirei stare in un prato a correre, a cadere nell’erba,  sul desiderio di chi so io, ma non concedo al mio corpo questo lusso, la libertà la lascio solo alle idee.